venerdì 28 dicembre 2012

Risulatati sondaggio: AS 2012/2013 - Qual è il sistema operativo maggiormente installato nei computer destinati alla didattica nella tua scuola?

Dal sondaggio emerge che Windows 7 ha superato l'intramontabile Windows XP. Vista è presente ma senza grande successo. Gnu/Linux e Mac raggiungono insieme il 10%, Windows la fa da padrona con il 90% dei voti.

Ecco i risultati completi:
  1. Windows 7 - 43%
  2. Windows XP - 37% 
  3. Windows Vista - 10% 
  4. Una distribuzione GNU/Linux (Ubuntu, openSUSE, Fedora, Mint, Fuss, So.Di.Linux, ecc...) - 7%
  5. Mac OS X (per gli Apple) - 3% 
  6. Un altro sistema operativo Windows (2000, Me, 98, NT, 95) - 0%
Voti totali: 108

Lo scorso anno i risultati furono i seguenti:
  1. Windows XP - 59%
  2. Windows 7 - 20%
  3. Windows Vista - 7%
  4. Una distribuzione GNU/Linux (Ubuntu, openSUSE, Fedora, Mint, Fuss, So.Di.Linux, etc...) - 7%
  5. Mac OS X (per gli Apple) - 5%
  6. Un altro sistema operativo Windows (2000, Me, 98, NT, 95) - 2%
L'anno prossimo vedremo come e se Windows 8 avrà fatto capolino nei laboratori.

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martedì 25 dicembre 2012

Un augurio di buon Natale

...per chiunque capiterà sul blog




è di un Natale sereno, caldo e gioioso!

A tutti di cuore...

Buon Natale

... e felice anno nuovo!!!

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sabato 22 dicembre 2012

AS 2012/2013 - Qual è la suite da ufficio maggiormente installata nei computer della tua scuola destinati alla didattica?

Se ti va di discutere su questo argomento lascia un commento.

Ripropongo il sondaggio che ho fatto lo scorso anno per vedere come e se è evoluta la situazione nelle scuole.

Lo scorso anno i risultati furono i seguenti:
  1. Microsoft Office 2007 - 40%
  2. Una versione precedente di Microsoft Office (2000, XP, 2003, etc...) - 30%
  3. Microsoft Office 2010 - 19%
  4. OpenOffice.org o la sua derivata LibreOffice - 11%

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sabato 8 dicembre 2012

Converticious: convertiamo le unità di misura da una all'altra

Converticious è un sito semplice ed elegante che permette di convertire tra loro le unità di misura. Temperatura, volume, distanza, memoria, peso, superficie, velocità e tempo... la conversione non viene effettuata solo tra multipli e sottomultipli della stessa unità (es. chilometri in metri), ma anche tra unità diverse (es. metri in pollici).

Questo è il link del sito:

La pagina è in inglese, se si clicca sulla bandiera italiana si viene indirizzati alla versione italiana.

Stavolta ho ben poco da aggiungere. 
Che ne pensate di questo sito?

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giovedì 29 novembre 2012

World Wonders Project: le meraviglie del mondo a portata di clic

World Wonders Project di Google, meraviglie della natura, palazzi, castelli, giardini, paesaggi, siti archeologici e storici... tutto quello che potete desiderare far visitare ai vostri studenti lo trovate in questo strumento.  Un ausilio per insegnare Geografia, Storia e Arte con le LIM, Lavagne Interattive Multimediali, adatto sia alle scuole primarie sia alle scuole secondarie.


Con questo progetto Google strizza l'occhio ai docenti, con una sezione ("Didattica") dedicata a loro.

Questo è il link:

E questo è un video di presentazione


Di seguito riporto il contenuto della pagina Informazioni e alcune FAQ. Ho messo in grassetto una voce dedicata espressamente agli insegnanti.
Dalle aree archeologiche di Pompei al Memoriale della Pace di Hiroshima, il World Wonders Project di Google mira a far rivivere le meraviglie del mondo antico e di quello moderno.
 

Grazie alla tecnologia Street View, Google ha la straordinaria possibilità di mettere i siti nominati Patrimonio dell’umanità a disposizione di tutti gli utenti del mondo. Street View è una funzione molto usata di Google Maps, già disponibile in decine di Paesi. Consente agli utenti di esplorare e spostarsi virtualmente in un quartiere avvalendosi di immagini panoramiche a livello di strada. Grazie ai miglioramenti nelle nostre tecnologie, abbiamo ora la possibilità di fotografare alcuni dei luoghi più significativi del mondo in modo che chiunque possa esplorarli, ovunque.

Street View si è già rivelata molto utile per i turisti e gli accaniti esploratori virtuali. Il World Wonders Project costituisce inoltre una preziosa risorsa per studenti e studiosi che hanno ora la possibilità di scoprire in modo virtuale alcuni dei più famosi siti al mondo. Il progetto offre un modo innovativo per insegnare la storia e la geografia agli studenti in tutto il mondo.

Il nostro World Wonders Project è supportato anche da una vasta suite collegata di altre tecnologie Google, mettendo così le meraviglie del mondo alla portata di un pubblico globale senza precedenti. Il sito web del progetto mette a disposizione degli utenti anche modelli 3D, video di YouTube e fotografie dei famosi siti Patrimonio dell’umanità.

Assieme a partner del calibro di UNESCO, World Monuments Fund e Cyark, il nostro World Wonders Project mira a preservare i siti Patrimonio dell’umanità per le generazioni future.
 

Domande frequenti (FAQ)
Sono un insegnante. Come posso utilizzare il materiale didattico fornito? 
Abbiamo creato materiale scolastico che i docenti di storia e geografia della scuola primaria e secondaria possono scaricare gratuitamente. Sono inclusi suggerimenti per piani di lezione, fogli di lavoro per gli studenti e presentazioni. Il materiale è stato strutturato per essere flessibile, in modo da consentire agli insegnanti in tutto il mondo di utilizzarlo in vari modi e livelli di studio.
 
Generale

Che cos’è il World Wonders Project?

Il World Wonders Project di Google è una piattaforma che rende disponibili online i siti Patrimonio dell’umanità del mondo moderno e di quello antico. Avvalendoci di Street View, modelli 3D e altre tecnologie Google, abbiamo reso questi splendidi siti accessibili a tutte le persone nel mondo. Grazie a video, foto e informazioni approfondite, puoi esplorare le meraviglie del mondo proprio come se ti trovassi sul posto, ma rimanendo comodamente seduto in poltrona.
 
Perché Google ha realizzato questo progetto? 
La missione di Google è organizzare le informazioni disponibili e renderle utili e accessibili a livello universale. Con questo progetto, desideriamo mettere a disposizione di tutti i siti Patrimonio dell’umanità e conservarli digitalmente per le generazioni future. Riteniamo che il World Wonders Project può rivelarsi particolarmente utile per studenti, studiosi e insegnanti che desiderano adottare un modo innovativo e interattivo di apprendimento.
 
Chi è coinvolto? 
Collaboriamo con diversi partner, tra cui l’UNESCO e il World Monuments Fund, per fornire preziose informazioni ai nostri utenti.
 
Che cosa devo fare per iniziare?
 Inizia a esplorare i siti Patrimonio dell’umanità sfogliando il caricatore di fotografie sulla home page oppure giocando con l’immagine della Terra per scoprire siti scelti a caso nel mondo. Puoi inoltre cercare i luoghi che ti interessano per tema o località ricorrendo al riquadro a discesa sulla home page. Per ulteriore assistenza, guarda la demo sul sito web, che puoi trovare facendo clic sull’icona a forma di «i» sulla home page.
 
Aggiungerete altri siti Patrimonio dell’umanità? 
Ci piacerebbe includere in questo progetto tutte le meraviglie del mondo antico e di quello moderno. Collaboreremo con l’UNESCO e gli altri partner in tutto il mondo per aggiungere continuamente altri siti.
Che ne pensate di questo strumento? A me sembra interessante!

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domenica 25 novembre 2012

Risulatati sondaggio: Come comunichi con i tuoi studenti ai tempi di facebook?

Dal sondaggio emerge che l'e-mail è lo strumento preferito per la comunicazioni tra professori e studenti. 

Nel sondaggio era possibile esprimere più di una preferenza.

Questi sono i risultati:
  1. E-mail - 48%
  2. Social network 10 - 37%
  3. Chat - 25%
  4. Aggiungo ai miei contatti solo ex studenti - 18%
  5. Cellulare - 18%
  6. Sono contrario a comunicazioni private su internet tra insegnante e studenti - 14%

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lunedì 19 novembre 2012

Genitori e Autismo, l'autismo è trattabile. Il tempo è prezioso, non spechiamolo!

Autismo... la prima volta che ho sentito questa parola è stato nel 1988 quando uscì il film Rain Man. Come professori, non è possibile ignorare o non conoscere un disturbo così importante che tanto condiziona lo sviluppo di una persona. Il sito Genitori e Autismo può essere un ottimo punto di partenza ed un valido aiuto per cercare informazioni, chiedere consigli e, perché no, entrare in contatto con genitori di ragazzi affetti da autismo.

Questo è il link al sito: http://www.genitorieautismo.org/

Questa  invece è la presentazione del sito dalla pagina Chi siamo
La Onlus Genitori e Autismo nasce a Roma nel 2006 dall’iniziativa di un gruppo di genitori che si sono conosciuti su un portale, che da alcuni anni costituisce un polo informativo di assoluto livello per tutti coloro che cercano un aiuto per affrontare l’autismo e uscire da questa patologia o comunque giungere ad un miglioramento delle condizioni di vita del proprio bambino.

Abbiamo deciso di creare questa Onlus per concretizzare e dare forza alle prospettive di recupero attraverso le strade della ricerca biomedica e della terapia comportamentale intensiva, promuovendo la divulgazione di cure e terapie per l’autismo e sostenendo in vario modo le famiglie.

Oggi ci sono bambini che vengono curati con successo e tanti altri in continuo miglioramento che giocano, parlano, studiano e vivono meglio la loro vita.

L’Associazione offre ai genitori dei bambini autistici informazioni sulla patologia e sugli interventi che permettono i trattamenti riabilitativi per i loro figli, e si batte per il riconoscimento di queste terapie da parte del Servizio Sanitario Nazionale. Ovviamente non siamo stati a guardare, e dopo enormi sforzi siamo riusciti ad aprire un centro di eccellenza per la terapia comportamentale ABA-VB, chiamato, appunto, l'ABA.CO.

Vi invitiamo a dedicarci tre minuti per conoscerci meglio, visionando la nostra videopresentazione qui sotto.


Se guardate il video scoprirete che l'associazione si occupa anche di formazione, perché "il modo miglio di aiutare il numero cresente di bimbi con autismo consiste nel rafforzare la loro risorsa più grande: gli insegnanti."

Che ne pensate? Avete o avete avuto in classe bambini affetti da autismo?

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giovedì 15 novembre 2012

Popcorn maker: creare video interattivi

Popcorn Maker è un editor web di video, che permette non solo di montare video e audio, ma anche di aggiungere contenuti interattivi quali testi, link, immagini, mappe di google, tweet dinamici, contenuti da Wikipedia, oppure di controllare il flusso del video automaticamente imponendo salti, pause o ripetizioni.

Questo è il link al progetto: https://popcorn.webmaker.org/

E questo è un semplice video con qualche elemento interattivo:

Qualche tempo fa mi chiedevo se e come fosse possibile realizzare in modo semplice, veloce e gratuito un learning object elegante e di qualità professionale, o quasi.
Non conosco Adobe Flash, né l'ActionScript, né eventuali costi di licenze. A questo si aggiunge che non volevo qualcosa di chiuso, bensì qualcosa di aperto che chiunque potesse visualizzare su qualsiasi piattaforma, mentre sembra che smartphone e tablet siano orientati a non avere a bordo un player flash. Il formato più promettente per cimentarsi nella creazione di learning object sembra essere il nascente HTML 5, che insieme a Javascript promette prestazioni sul piano grafico/interattivo/multimediale sbalorditive.

Mi riprometto di approfondire l'argomento, di cercare framwork e strumenti di sviluppo semplici e gratuiti. In attesa di migliorare le mie competenze, per partire subito con qualcosa di semplice mi sono chiesto se non fosse possibile rendere interattivo un video. Non so... magari creare un video che spiega un determinato argomento e poi farcirlo di tante cose: immagini, link, testi; oppure controllane il flusso mettendolo in pausa automaticamente in un determinato istante o ripetendo più volte uno spezzone. Da quel che avevo capito una cosa del genere doveva essere possibile.

Ed infatti ho trovato un framework, Popcorn.js, prodotto da Mozillla, la stessa fondazione che si occupa dello sviluppo di Firefox, che faceva proprio questo. Ma ancora una volta si trattava di programmare in Javascript.

Finché non è uscito Popcorn Maker sempre di Mozilla, un editor video web attraverso il quale è possibile montare filmati aggiungendo box con testi, link, pagine web, istruzioni di controllo, ecc....
Uno strumento ancora in fase embrionale ma già molto promettente, in grado di rendere un video, che di per sé non permette alcuna interazione con l'utente,uno strumento estremamente flessibile e interattivo.

Immaginate ora di usarlo per creare una mappa concettuale che si muove nel tempo, con tanti box collegati tra loro in diversi momenti della timeline del video. Non so cosa ne potrebbe uscire fuori, ma vale la pena di provarci.

Concludo con un video di presentazione del progetto.


Voi che ne pensate? Che strumenti utilizzate per realizzare i vostri learning object?

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domenica 4 novembre 2012

My name is Zaac corso di lingua inglese per bambini a cura di Francesco Benedetti

My name is Zaac è un sito per l'apprendimento della lingua inglese rivolto ai bambini di età compresa tra i 5 e i 7 anni. 
E' molto ben fatto e ben curato nei dettagli e ben si integra con le LIM, Lavagne Interattive Multimediali.
L'insegnante del corso è un simpatico pennuto, Zaac, dall'accento fortemente britannico, e vi assicuro che dopo averlo sentito parlare per un po' non potrete dimenticare più il significato e la pronuncia dei vari termini. E già, perché oltre a diapositive e a documenti cartacei, nel sito sono disponibili anche lezioni video.
Questo è il link:

Questa è la presentazione del corso presa dal sito:
My name is Zaac è un programma educational che si propone di aiutare i bambini, ad imparare la lingua inglese.
L’obbiettivo di questo programma, è quello di comunicare ai più piccoli, concetti scolastici attraverso il loro immaginario.
COME ?
Semplicemente catturando la loro attenzione, con un personaggio 3D di fantasia di nome Zaac, che veste in modo inusuale, i panni di un simpatico insegnante.
La figura di Zaac, diventa così uno strumento didattico, facilmente inseribile nel percorso di apprendimento di ciascun bambino.
La struttura di questo corso, è costituita da un sistema di puntate indipendenti, che forniscono un semplice approccio alla lingua inglese.
Per ogni lezione, esistono anche delle schede cartacee, utili a consolidare i contenuti delle singole puntate.
Il corso è rivolto ai bambini di età compresa tra i 5-7 anni.
E per concludere questo è uno dei video del sito:


Che ne pensate? Spero possa esservi utile.

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domenica 28 ottobre 2012

Baby-flash di Betty Liotti - sito per bambini ed insegnanti di sostegno

Baby-flash, di Betty Liotti, è un sito dedicato a tutti i bambini e a coloro che li aiutano a crescere. E' un sito ricco di esercizi didattici interattivi e di giochi di Italiano, Matematica, Geometria, Geografia, più tante altre cose. Per questo è anche un sito che ben si presta ad essere utilizzato con le LIM, Lavagne Interattive Multimediali, che già da qualche tempo hanno fatto la loro comparsa nelle scuole elementari.

Questo è il link:

Per descrivere il sito tanto vale utilizzare la sua pagina introduttiva
Baby-flash è un sito dedicato ai bambini e ad insegnanti di sostegno. Qui potrete trovare esercizi didattici interattivi di italiano, matematica, geometria, geografia, esercizi per allenare la memoria, per imparare l'orologio, giochi, ed esercizi di varie discipline. Inoltre potrete scaricare schede didattiche sulla scrittura, sulla percezione spaziale e sulle sequenze temporali, maschere di carnevale colorate e da colorare, biglietti augurali, cornicette, disegni da colorare, storie, fiabe e foto. Nella categoria "Esercizi per i più piccoli" troverete attività didattiche molto semplici, dedicate soprattutto ai bambini in età prescolare. Auguro a tutti voi che visiterete il mio sito una buona navigazione. Betty Liotti.
Betty non è un'insegnante ma, come racconta nel suo sito, la madre di un bambino diversamente abile (ma molto abile nel farsi amare), e molto del materiale presente nel sito è stato creato principalmente per aiutare il figlio a superare i suoi problemi. Successivamente ha deciso di condividere la sua esperienza con tutti noi. Ed il risultato è veramente buono. Lo consiglio a tutti gli insegnanti delle scuole elementari, con o senza LIM in classe.

Se lo provate fatemi sapere che ne pensate.

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martedì 23 ottobre 2012

GeoGebra Italia: un sito italiano dove condividere i propri lavori con Geogebra

Qualche tempo fa ho scritto un articolo su GeoGebra, un software di geometria dinamica, algebra e analisi.
Una delle caratteristiche di GeoGebra è che, oltre ad essere installabile in locale sul proprio computer, può funzionare direttamente dal browser (cioè da Internet) senza alcuna installazione, a patto di avere una Java Virtual Machine sul proprio PC. Grazie a questa peculiarità è possibile realizzare siti in cui caricare i vari lavori di GeoGebra, lavori che poi risultano direttamente visualizzabili da quei siti.

Uno di questi siti è GeoGebra Italia, fondato dal Mascheroni CAD Team.
Questo è il link:

e quasta è una presentazione del progetto.

   

Per descrivere il progetto niente di meglio della home page del sito:
GeoGebra Italia è stata fondata dal Mascheroni CAD Team. Il sito vuole essere uno strumento gratuito a disposizione degli utenti italiani di GeoGebra. Gli utenti registrati avranno la possibilità di postare sul sito i materiali (ricerche, soluzioni di problemi, caratteristiche del software, etc.,) da loro prodotti con GeoGebra. Così facendo i materiali potranno essere divulgati e condivisi da tutti. Nel sito vengono previste due modalità di utenza:
  • Singolo utente
  • Comunità scolastica. (GeoGebra Italia Scuola)
I materiali postati potranno essere ricercati utilizzando il nostro motore di ricerca  GeooGle. Si invitano gli utenti a registrarsi sul nostro Social Network tematico FaceGebra.

I vantaggi offerti dal nostro sito
  • Fruizione gratuita dei servizi offerti.
  • Completo controllo del proprio materiale postato (l’utente può aggiornarlo, cancellarlo, organizzarlo).  I materiali non devono limitarsi alla sola teoria, ma dovrebbero anche includere esempi di impiego di GeoGebra nella soluzione di esercizi proposti.
  • Piena visibilità e riconoscimento del lavoro svolto con GeoGebra dai docenti nelle scuole (GeoGebra Italia Scuola).
  • Possibilità di impostare e condividere percorsi didattici personalizzati e adatti alle esigenze di ciascun istituto scolastico.
  • Possibilità di allegare ai file di GeoGebra spiegazioni a complemento degli stessi. Consigliamo di allegare tali spiegazioni poiché quali studenti ne riconosciamo l’importanza.
  • Interazione tra gli utenti del sito tramite il nostro social network gratuito (FaceGebra).
Mi sembra un progetto molto interessante, soprattutto se si considera che nasce da studenti delle nostre scuole superiori. Che ne pensate?


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mercoledì 17 ottobre 2012

Guida gratuita per insegnanti... se Giovanni balbetta?

Non so quando ho iniziato a balbettare... forse l'ho sempre fatto e forse lo farò per sempre. Anche se certe volte mi dà proprio fastidio, il più delle volte non me ne importa niente. Forse perché balbetto poco, mi inceppo solo ogni tanto sulle sillabe iniziali. Forse perché la balbuzie non mi ha mai condizionato più di tanto, anzi nel tempo l'ho trasformata in una mia alleata. 

Sì, proprio una mia alleata. Frequentavo il liceo scientifico quando ho scoperto il potere della balbuzie. Andavo bene ma balbettavo... un giorno però non avevo studiato e sfortuna volle che fui interrogato. Beh, non dovetti fingere: la mia balbuzie intervenne in mio aiuto, dieci minuti in cui balbettai come non mai. Poverino, deve aver pensato la prof.. Come vi dicevo avevo la fama di uno che era sempre preparato e la mia balbuzie quel giorno divenne il mio capro espriatorio: la professoressa si convinse che ero pronto ma che ero più nervoso del solito e presi un bell'otto. 
Con la professoressa di matematica, poi, fu amore a prima sillaba. Balbettavamo entrambi e durante le interrogazioni partivamo con un rap che la classe ci guardava sbigottita... avevamo un nostro linguaggio oscuro a tutti.
Col tempo poi la balbuzie si è trasformata... se parlo con sicurezza si trasforma in un effetto mitragliatrice in grado di stendere professori universitari e interlocutori vari; quando invece sono insicuro mi rendo conto che l'interlocutore è più in ansia di me... forse penserà: "riuscirà a finire la frase?"

Questo è il mio rapporto con la balbuzie, ci convivo senza grossi problemi, anche se sulla mia scrivania c'è il libro Terapia globale della balbuzie di Philip J. Roberts ad indicare che forse un po' vorrei sbarazzarmene anch'io.

Però vorrei farvi capire cosa può significare balbettare. Vuol dire desiderare di esprimersi e rinunciarci a priori perché sai che quelle stramaledette parole non usciranno dalla tua bocca. Vuol dire abbassare lo sguardo perché ti vergogni, vuol dire utilizzare parole tappabuchi più facili da pronunciare, sperando che ti aiutino a superare il blocco, finendo però per utilizzare un linguaggio fin troppo finto e pieno di parole inutili. Vuol dire rinunciare a priori a salire su un palco per esporre un tuo lavoro o le tue idee. Vuol dire rimanere in disparte e temere le situazioni particolari... vuol dire parlare a bassa voce.
Pensate ora ad uno studente che non può stare in disparte perché è interrogato o che vorrebbe intervenire ma preferisce non farlo perché non sa se riuscirà a parlare... che stress può vivere in quel momento! Ah, già, dimenticavo, più hai stress più balbetti. Volete sapere l'assurdo? Se balbetti (non per motivi fisici, ma per motivi psicologici come in molti casi) puoi cantare, puoi parlare da solo, puoi parlare con un pupazzo, con un cane, ma non con un altro essere umano. 
E a proposito di parole tappabuchi, ora mi rivolgo agli insegnanti di lingue... che tappabuchi uso? E lo capirà il mio insegnate che oltre a dover parlare una lingua non mia dovrò anche riuscire a balbettarci?
Ho appena avuto un'illuminazione: beh, vedete, sono sempre andato non molto bene in inglese, forse per la prima volta so il perché.

Comunque, al di là del delirio, ho trovato una risorsa on line: una guida gratuita per insegnati sulla balbuzie, a cura di Enzo Galazzo. La potete scaricare a questo link dopo esservi registrati.

PS: per piacere non fate mai una cosa, non dite ad un vostro studente che balbetta di calmarsi, di respirare, di rilassarsi. Lo faceva la mia professoressa di storia dell'arte, ed era l'unico momento in cui mi sentivo diverso a causa della balbuzia.

PS 2 - la vendetta del balbuziente: mi piacerebbe sentire le opinioni dei miei studenti, perché ogni tanto mi inceppo anche con loro, si son beccati il prof. rapper.

PS 3: vi ricordate la pubblicità dei baci perugina... ma quanto mi hanno preso in giro... sentivo i cori ogni tanto, tu tu tu tu tubiamoooooooo... per non parlare di ciripiripì kodak. Vabbé in quel caso forse alludevano anche ad una certa somiglianza con l'alieno :) 

Bye and see you soon

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giovedì 11 ottobre 2012

Oilproject, la più grande scuola, gratuita, online in Italia

"Oilproject è una scuola gratuita online gestita da studenti. 

Migliaia di video, testi ed esercizi sulle materie più disparate. 

Chiunque può proporre contenuti. Il sogno è che entro dieci anni tutte le lezioni tenute nelle scuole e nelle università pubbliche vengano condivise online a beneficio, ad esempio, di chi vive in zone con una scarsa offerta didattica, combattendo così il digital divide culturale italiano. 

La qualità delle lezioni è giudicata dal pubblico attraverso votazioni e meccanismi di valutazione fra pari. Oilproject, con più di 250.000 italiani che nell'ultimo anno hanno guardato almeno una lezione, è la più grande scuola online in Italia."  (http://www.oilproject.org/pagine/IlProgetto/

Questo è il link del sito:
http://www.oilproject.org

Qui sotto un video che racconta il progetto, chi ne sono i fondatori e come si è sviluppato.


Il sito propone non solo singole lezioni, ma interi corsi, e tutto erogato gratuitamente.

Tutti i docenti possono partecipare con i propri materiali e tutti possono usifruire dei contenuti presenti nel sito.

Le aree tematiche sono suddivise in: Arti e Tecniche, Economia e Business, Filosofia, Internet e Informatica, Letteratura, Lingue, Scienze (compresa Matematica) e Storia e credo ci siano materiali per un po' tutte le materie.

Concludo citando ancora il contenuto della pagina:

Il manifesto

La scuola che sogniamo noi non costa nulla.
Puoi entrarci sia da Torino, sia da Enna. Anche alle tre del mattino.
È una scuola che corre alla tua velocità perché sei tu a decidere di cosa parlare. A rispondere alle domande non sono solo i docenti, ma anche i compagni di banco.
Nella scuola che abbiamo in mente noi non contano i titoli di studio: chiunque può insegnare se in tanti lo vogliono ascoltare.
La nostra scuola è una condizione mentale. È una creatura in divenire.
La nostra scuola è di tutti.

La comunità

Nel 2004 un gruppo di ragazzi si incontra in un forum online di tecnologia. Ad uno mancano i soldi per iscriversi a un corso di programmazione in una scuola milanese, un altro non vede l'ora di insegnare a usare programmi di fotoritocco, un terzo è esperto di sistemi Linux, l'ultimo crea siti web. E allora decidono di farsi da soli una scuola non convenzionale in cui ognuno, semplicemente, può raccontare quello che sa a chi lo vuol star ad ascoltare.
La comunità è composta da migliaia di utenti di tutte le età decisi a condividere le proprie conoscenze e imparare dalle esperienze altrui sfruttando le tecnologie più dinamiche. I docenti di una lezione sono anche gli studenti di un'altra: non c'è netta distinzione tra chi insegna e chi impara. Chiunque può rivolgere domande in diretta web e votare quelle altrui.
Oggi gli insegnanti hanno dai 14 ai 75 anni. A volte sono perfetti sconosciuti, a volte sono intellettuali, imprenditori, esponenti politici, scrittori o scienziati. Tutti uniti per sperimentare la formula del Liberi di imparare, liberi di insegnare.
Ed è con questo spirito che ogni sera centinaia di utenti accedono alle lezioni, si scambiano dritte e consigli, scherzano, imparano ed a volte vengono richiamati all'ordine se troppo esuberanti.

Che ne pensate? Conoscevate già questo sito?

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AS 2012/2013 - Qual è il sistema operativo maggiormente installato nei computer destinati alla didattica nella tua scuola?

Se ti va di discutere su questo argomento lascia un commento.

Ripropongo il sondaggio che ho fatto lo scorso anno per vedere come e se è evoluta la situazione nelle scuole.

Lo scorso anno i risultati furono i seguenti:

  1. Windows XP - 59%
  2. Windows 7 - 20%
  3. Windows Vista - 7%
  4. Una distribuzione GNU/Linux (Ubuntu, openSUSE, Fedora, Mint, Fuss, So.Di.Linux, etc...) - 7%
  5. Mac OS X (per gli Apple) - 5%
  6. Un altro sistema operativo Windows (2000, Me, 98, NT, 95) - 2%

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giovedì 26 luglio 2012

Pronti a fare l'orario per la vostra scuola? Aggiorniamo FET Free Timetabling Software

Come ogni anno ci troviamo di fronte al problema della compilazione dell'orario scolastico. E come ogni anno mi avvalgo di un software che trovo molto ben fatto: un valido aiuto per fare nel giro di qualche ora un lavoro che altrimenti richiederebbe giorni. Il software, open source e free, si chiama FET, Free Timetabling Software. Quest'anno è arrivato alla versione 5.18.0.
La potete scaricare cliccando sul seguente collegamento:
https://sites.google.com/site/ilpassodellupo/download

Anno dopo anno FET migliora e si arricchisce di nuove funzionalità. Rispetto allo scorso anno, eravamo alla versione 5.14.5, l'innovazione, a mio parere più grande, consiste nell'aggiunta del seguente vincolo:
  • Numero massimo di ore - scelte tra quelle di una selezione - occupate da (sub)attività scelte tra quelle di un insieme.
Il  vincolo risponde all'esigenza di piazzare un sottoinsieme di ore di lezione di un docente in un sottoinisieme di determinate ore. Tradotto... vi è  capitato mai che un professore vi chiedesse di fare lezione in una determinata ora? A me spesso: "Guarda, mi puoi fare l'orario come vuoi, basta che mi fai fare lezione tutte le prime ore di tutti i giorni!" Prima non poteva essere fatto con FET. FET lavorava nel modo inverso, si poteva dire quando un docente non doveva fare lezione, ma non imporgli di lavorare in determinate ore, a meno di non usare vincoli molto più restrittivi del necessario.
Con questo nuovo vincolo è sufficiente, nel caso di un orario di 5 giorni da 6 ore a settimana, con un professore che fa 18 ore a settimana e vuole fare tutte e 5 le prime ore, inserire il vincolo che impone che al massimo 13 ore possono essere assegnate tutti i giorni dalla seconda alla sesta ora. In questo modo le 5 rimanenti devono per forza essere assegnate alle prime ore.

Tutte le news le trovate a questa pagina:
https://sites.google.com/site/ilpassodellupo/news

Per maggiori informazioni su FET cliccate su questi questi due siti:

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giovedì 26 aprile 2012

Come può essere così difficile? - Documentario sulla dislessia

La segnalazione di questo video, doppiato in italiano, arriva dalla mia amica Adele laureata in psicologia. Richard D. Lavoie, direttore della Eagle Hill School Outreach, dimostra a insegnanti e genitori come si ci sente ad essere un bambino affetto da disturbo specifico dell'apprendimento. Il video è piuttosto lungo ma molto efficace.

Sull'argomento trovate altri video al canale YouTube Dislessia? Io ti conosco.



Direi che Lavoi raggiunge egragiamente il suo obiettivo. Attraverso una serie di esempi e di comportamanti mostra cosa vuol dire essere affetti da DSA, e come in determinate circostante professori, assistenti sociali e genitori siano incapaci di gestire correttaemente le problematiche che scaturiscono da questo particolare tipo di disturbo.

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lunedì 23 aprile 2012

Risulatati sondaggio: Quali modelli di LIM sono installati nella tua scuola?

Dal sondaggio emerge che le lavagne Smart Board sono le più diffuse nelle scuole, seguite dalle Promethean.

Ecco i risultati completi:
  • Smart Board (54%)
  • Promethean (36%)
  • Altro (21%)
  • Hitachi (18%)
  • Interwrite (7%)
 Una richiesta per chi ha votato Altro: potreste specificare in un commento marca e modello? Grazie.

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giovedì 19 aprile 2012

Le 5 equazioni che hanno cambiato il mondo di Michael Guillen

Ovvero: la gravità  di Isaac Newton, la fluidodinamica di Daniel Bernoulli, l'effetto Faraday di Michael Faraday, l'entropia di Rudolf Clausius e la ralatività generale di Albert Einstein.

E' trascorso qualche hanno da quando ho letto questo libro ma mi è rimasto nel cuore. Non lo ricordo come un libro di fisica, più come un libro di storia della scienza e della fisica. Chi erano le persone che hanno intuito e scritto per primi queste equazioni? In che mondo vivevano? Come ci sono arrivati? E ancora, in termini pratici, qual'è il significato di queste 5 equazioni?

Dalle bandelle del libro:
Mentre le equazioni in sé rappresentano il riconoscimento di verità eterne e universali, il modo in cui sono scritte è esclusivamente proprio della natura umana. E' questo che le rende molto simili a poesie: sono tentativi meravigliosamente abili di far sì che realtà illimitate diventino comprensibili ad esseri limitati. Gli scienziati citati in questo libro non sono dunque semplici esploratori intellettuali, ma eccezionali artisti che sono riusciti a padroneggiare l'ampio lessico e la complicata sintassi del linguaggio matematico. Sono un po' i Whitman, gli Shakespeare e gli Shelley dell'universo numerico. Ci hanno lasciato in eredità cinque dei più grandi poemi ispirati dall'immaginazione umana.

Nell'opinione comune, le equazioni sono aride formule in cui si compendia un pensiero scientifico certamente importante, ma anche di ardua comprensione e di indefinibile utilità pratica. Eppure il linguaggio matematico è universale (per quanto poco noto) e, al pari di quello poetico, intraducibile, per via della sintesi e dell'espressività che lo caratterizzano. Per comprenderlo veramente, per assaporarne la bellezza e saggiarne la validità, si deve quindi passare attraverso le sue manifestazioni 'codificate', considerandole alla stregua di chiavi in grado di aprire nuove, sorprendenti porte sulla realtà che ci circonda. E, in questo libro, Michael Guillen ci dona le cinque chiavi della scienza moderna, le cinque formule che hanno davvero 'cambiato il mondo', ridisegnando il rapporto tra l'individuo e l'universo: le leggi della gravitazione universale, della pressione idrodinamica, dell'induzione elettromagnetica, il secondo principio della termodinamica e la teoria della relatività ristretta. Ma non si ferma qui. Legata a ogni equazione da un filo tanto invisibile quanto solido c'è infatti la vita dei cinque scienziati (Isaac Newton, Daniel Bernoulli, Michael Faraday, Rudolf Clausius e Albert Einstein) che le hanno formulate, le loro battaglie umane e scientifiche, la loro personalità, le vittorie raggiunte e le sconfitte subite. Guillen racconta ognuna di queste straordinarie esistenze, le dipana con precisione e chiarezza fino a che esse non riverberano la loro energia sulle 'aride formule', animandole, facendole diventare vere 'summae' della genialità di chi ha saputo guardare il creato con occhi diversi. E riesce così, con la rara abilità dei grandi divulgatori scientifici, a farci percepire la potenza e la poesia della matematica.

Michael Guillen è nato a Los Angeles. Dopo essere stato instructor di matematica e fisica nella prestigiosa Università di Harvard, si è impegnato attivamente nella divulgazione scientifica diventando membro del Committee on Research in Mathematics, Science and Technology Education della National Academy of Science americana. Dal 1988, inoltre, è curatore di alcuni programmi scientifici della rete televisiva ABC.
 Qualcuno di voi ha letto questo libro? Che ne pensate? Conoscete libri simili da consigliarmi?

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lunedì 16 aprile 2012

Google Art Project, più di 150 musei da poter visitare virtualmente

Non ricordo quando ho visitato il mio primo museo, sicuramente in qualche gita scolastica. L'arte e la sua storia non sono mai stati il mio forte. Il mio incontro con mostre, suggestioni, pittori, scultori, sogni, idee è avvenuto molto avanti negli anni. E indubbiamente nulla può sostituire una visita di persona ad un museo, spesso i musei stessi sono capolavori architettonici. Però non credo sia possibile visitare musei sparsi in tutto il mondo, e soprattutto sono sicuro che questo non sia possibile con le proprie scolaresche. Per ovviare a questa impossibilità viene in aiuto il Google Art Project che permette di visitare più di 150 musei comodamente seduti in classe. E l'effetto con una LIM è considerevole. 
Il sito del progetto è il seguente:

Si possono visitare le opere o esplorare i musei con la stessa tecnica utilizzata per Google Street View, entrando in essi e passeggiando tra le varie sale. 

Le immagini sono tutte ad altissima risoluzione, così da poter zoomare i più piccoli particolari. Alcune volte sono presenti dei video o schede informative. Altra caratteristica interessante è la possibilità di creare gallerie personalizzate con le opere d'arte che si preferiscono.

Che ne pensate di questo sito? Ne conoscete altri simili?

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giovedì 29 marzo 2012

Come comunichi con i tuoi studenti ai tempi di facebook?

Professori e studenti possono essere in contatto tramite internet? Questo tipo di relazione produce confusione tra i ruoli? Oppure il rapporto che viene a crearsi aiuta il raggiungimento degli obietivi formativi?

Il dibattito è aperto. Il dirigente scolastico di una scuola ligure ha emesso una circolare che proibisce agli insegnanti di avere tra i propri contatti su Facebook gli studenti della scuola. Viceversa sembra che un preside torinese abbia tra i suoi contatti quasi 900 studenti. Una legge dello stato del Missuori vieta ogni contatto che non passi per canali ufficiali mentre la direttrice del direttrice del Media Psychology Research Center, su Psychology Today e favorevole a questo tipo di relazione.

Un paio di link per approfondire:
Voi che ne pensate?

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lunedì 26 marzo 2012

www.storia.lascuola.it a cura di Editrice La Scuola

Avete voglia di testare le vostre conoscenze in storia con qualche test on line? Oppure volete divertivi con qualche avventura a spasso nel tempo? Editrice La Scuola ha preparato dei materiali on line rivolti alle scuole secondarie di I e II grado, alcuni accessibili esclusivamente da docenti previa registrazioni, altri disponibili per tutti. Un supporto interessante per l'insegnamento della storia con la LIM, Lavagna Interattiva Multimediale.

Il link al sito è il seguente:

Dal menu di sinistra è possibile esplorare le varie sezioni del sito. Sono disponibili ESERCIZI ONLINE, GIOCHI, GLOSSARIO, MATERIALI PER LA LIM, LINKS DI STORIA e una pagina che descrive i manuali di storia della casa editrice.

Vi riporto qualche esempio:
Che ne pensate? Conoscete siti simili?

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venerdì 23 marzo 2012

Dall'archivio del Ministero della Pubblica Istruzione: le prove scritte dell'esame di maturità degli anni precedenti

Le prove scritte degli esami di stato dall'anno scolastico 2004/2005.


Questa volta la mia ricerca è stata un po' fallimentare, per questo chiedo aiuto a tutti voi. Sto cercando un sito con tutte le prove di maturità degli anni passati con relative soluzioni. Per ora non ho trovato nulla di veramente completo. Qualcuno di voi ha qualche link da condividere?

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lunedì 19 marzo 2012

La fisica dei super eroi di James Kakalios

James Kakalios è un docente di fisica all’Università del Minnesota con la passione per i fumetti. Ogni tanto organizza dei seminari nei quali racconta la fisica senza utilizzare i classici esempi (pendoli, masse puntiformi che scivolano lungo piani inclinati, cariche, ecc...), ma ispirandosi ai super eroi dei fumetti spiega cosa ci può essere di vero e quali sarebbero le conseguenze di alcuni particolari poteri. A partire da questi seminari è stato scritto un libro: La fisica dei supereroi, edito in Italia da Einaudi.

Il libro inizia con la storia dei fumetti. Quando sono comparsi per la prima volta? Come si sono sviluppati? E per ogni supereroe vengono raccontate le origini e le caratteristiche principali. Poi si passa all'analisi di qualche potere particolare. 

Come fa il Superman delle origini (che non volava) a saltare sul tetto di un palazzo? Che caratteristiche dovrebbe avere Kripton per permettergli questo?

E se un potere fantasioso vi permettesse di crescere e diventare giganti mantenendo la densità della vostra massa costante (un potere veramente speciale visto che creerebbe massa dal nulla) fino a quanto potreste crescere? Indefinitamente? No, perché la resistenza delle ossa va con la loro sezione, quindi con un quadrato, mentre la massa va con il volume, quindi un cubo... di conseguenza ad una certa altezza le vostre ossa si spezzerebbero.

Meccanica, cinematica, termodinamica, elettronica, fisica atomica e quantistica... in questo libro trovate di tutto.

Una lettura gradevole da consigliare a professori e studenti delle superiori.

Qualcuno di voi l'ha letto? Che ne pensate?

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mercoledì 14 marzo 2012

GIOCHI-GEOGRAFICI.COM - metti alla prova le tue conoscenze di geografia

Se avete voglia di cimentarvi con divertenti test per mettere alla prova le vostre conoscenze geografiche GIOCHI-GEOGRAFICI.COM è il sito che fa per voi. I giochini si integrano perfettamente con le LIM, Lavagne Interattive Multimediali.

Questo è il link del sito

e questo è il link al gioco sulle città d'Italia in versione Junior 
giochi geografia Città d'Italia Junior

Troppo facile, provate questo
giochi geografia Città d'Italia

Geografia è sempre una materia un po' ostica, non difficile ma che richiede una buona dose di memoria. I giochi di questo sito possono aiutare a memorizzare caratteristiche e località geografiche, fornendo un valido strumento sia in fase di apprendimento, sia in fase di valutazione.

Nella homepage trovate esercizi di geografia italiana, europea e globale. Non vi resta che provare, vedere che punteggio raggiungete e valutare come vi posizionate nella classifica. Infatti se vi registrate potete anche salvare i vostri punteggi ed entrare nella top ten.

Che ne pensate? Conoscete giochi simili?

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martedì 13 marzo 2012

Risultati del sondaggio: Qual è la situazione della rete nelle classi tua scuola?

Dal sondaggio emerge una una buona penetrazione della rete nelle scuole, sebbene una discreta percentuale di istituti, il 28%, è ancora privo di connessione in tutte le classi.

Questi sono i risultati del sondaggio:
  • Tutte le classi sono cablate (rete con fili) (29%) 
  • In nessuna classe è disponibile l'accesso alla rete (28%) 
  • Tutte le classi sono raggiunte dalla rete senza fili (Wi-Fi) (18%) 
  •  C'è una rete mista cablata - Wi-Fi ma comunque tutte le classi hanno accesso alla rete (14%) 
  •  Solo alcune classi hanno l'accesso alla rete (11%)
Facendo due calcoli nel 61% delle scuole prese in considerazione tutte le classi dispongono di un collegamento ad internet, segno che la rete sta diventando un valido ausilio nella didattica di tutti i giorni.

Qual è la situazione nella vostra scuola? 

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sabato 10 marzo 2012

Associazione italiana dislessia

La lettura è un'operazione semplice e automatica. Una cosa così naturale che può sembrare strano che per qualcuno non sia così. Ma che succede se il meccanismo di decodifica funziona diversamente? Se le lettere talvolta si scambiano e i numeri si invertono? Allora tutto diviene più difficile, leggere correttamente diviene faticoso e ci si stanca subito. Ma se lettere e numeri non ne vogliono sapere di stare al loro posto come si fa a rimanere concentrati?

La dislessia è un disturbo che riguarda il 3 - 4% della popolazione scolastica. Proviamo a saperne qualcosa di più, anche perché in questo campo i prof sono in prima linea.

Questo è il link del sito dell'AID: Associazione Italiana Dislessia

La dislessia è un disturbo poco noto, io ne ho sentito parlare per la prima volta ad un consiglio di classe. Da allora mi si è aperto un mondo. Chissà quanti studenti in passato (e ancora oggi) sono stati considerati fannulloni e pigri ma invece erano affetti da questo disturbo. Quanta rabbia, quanto stress e quante umiliazioni per quelle lettere che solo per loro danzavano nei libri o sulla lavagne. Quanta lavagnate scritte dai professori che i bambini dislessici non sono riusciti a copiare perché avevano bisogno di un po' più di tempo e nel frattempo venivano cancellate per essere sostituite da altre parole e numeri ballerini. E quante note e rimproveri per quegli appunti presi in modo disordinato. E forse tra questi bambini c'era anche qualche mio compagno di classe.
 
Nel sito dell'AID ho trovato questa lettera rivolta proprio al mondo della  scuola

Lettera aperta al mondo della scuola e della ricerca sull'Educazione Linguistica ed i Disturbi Specifici dell'Apprendimento
di Daniela Bertocchi, Adriano Colombo, Edoardo Lugarini, Elena Martinelli, Rosaria Solarino (Giscel), Maria Grazia Gozio, Concetta Pacifico, Roberta Penge, Enrico Ghidoni
Riteniamo importante richiamare l’attenzione del mondo della scuola e della ricerca su alcune questioni - fondamentali per la funzione formativa della scuola di ogni ordine e grado e per la professionalità di ogni docente - che hanno per oggetto i rapporti tra Educazione Linguistica e Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA).

In sintesi:
  • essere competenti dal punto di vista linguistico significa possedere uno strumento indispensabile nella vita di una persona: spetta principalmente alla scuola, dove si parla, si ascolta, si scrive, si legge, si riflette, e a tutti i docenti che in essa operano, il compito di affinare nei giovani questo strumento;
  • esistono i Disturbi Specifici dell’Apprendimento, ma la scuola e gli insegnanti ne sanno e fanno ancora poco; spesso, per questo, falliscono (ancorché inconsapevolmente) nel loro compito formativo (falliscono loro, ma chi paga le conseguenze sono i ragazzi);
  • gli alunni che non raggiungono un livello minimo nelle competenze linguistiche sono molti, la maggior parte di loro non ha alcun disturbo specifico;
  • ciò che è opportuno sapere e fare per aiutare un alunno con DSA in molti casi risulta favorire apprendimenti più efficaci, motivanti e duraturi in tutti gli allievi;
  • i docenti che nelle classi lavorano con alunni con DSA sono i soggetti più adeguati a rilevare le reali difficoltà dei ragazzi con DSA, a metterle in relazione con quelle dei loro compagni, interrogandosi e sperimentando strategie didattiche più adeguate ed efficaci, basate su una conoscenza più approfondita dei processi di acquisizione e affinamento delle competenze linguistiche;
  • la formazione dei docenti è il nodo centrale per affrontare correttamente questo delicato rapporto.
Più in particolare intendiamo sottoporre all’attenzione le seguenti considerazioni.

1. L’educazione linguistica: una competenza fondamentale ed interdisciplinare

1.1.  Per il pieno sviluppo personale e sociale dell’individuo è necessaria un’educazione linguistica democratica ed efficace; essa mira ad assicurare l’acquisizione e il controllo consapevole della più vasta gamma possibile di lingue e di linguaggi, nella più ampia varietà di usi. La lingua è inoltre uno straordinario strumento di pensiero.

1.2.  Il luogo naturale dell’educazione linguistica democratica è la scuola di tutti; in essa si dedicano tempi specifici all’apprendimento e allo sviluppo della lingua nazionale; in essa si promuove lo studio di lingue straniere; in essa soprattutto una grande varietà di apprendimenti nei più diversi campi disciplinari viene promossa attraverso la lingua, orale e scritta. Ogni insegnamento, anche il più specialistico, è anche un veicolo di educazione linguistica, perché ogni disciplina crea il proprio linguaggio, arricchisce la lingua comune, richiede usi linguistici accurati e ragionati. Tutti i docenti sono collettivamente ed individualmente responsabili dell’educazione linguistica degli allievi.

1.3.  Ogni bambino entra nella scuola portando un proprio patrimonio culturale e linguistico che deve essere riconosciuto, accolto, rispettato e valorizzato. L’attenzione rivolta alle differenze comporta anche un’attenzione per le situazioni in cui la diversità può convertirsi in svantaggio e quindi in insuccesso scolastico: scarti fra la lingua della scuola e la lingua appresa nella prima infanzia, difficoltà di relazione con l’ambiente scolastico, carenze di motivazione all’apprendimento, ritardi di crescita mentale, disturbi specifici di apprendimento. Tutte queste situazioni richiedono interventi mirati e programmati, a volte con mezzi ordinari (programmazione individualizzata del consiglio di classe), a volte con supporti specifici di varia durata e intensità.

2. I disturbi evolutivi specifici dell’Apprendimento

2.1.   I Disturbi evolutivi Specifici dell’Apprendimento sono disturbi delle abilità scolastiche. Essi si caratterizzano per:

-  una lettura faticosa, lenta e scorretta dovuta alla difficoltà ad automatizzare la trasformazione fra i segni grafici e i suoni (dislessia);

-  il manifestarsi di frequenti errori ortografici causati da difficoltà nell’aspetto costruttivo della scrittura (disortografia);

-  la  presenza di una grafia poco chiara e difficilmente comprensibile, riconducibile ad una difficoltà esecutiva della scrittura (disgrafia);

-  una difficoltà nei calcoli e ad operare con i numeri (discalculia).

Essi sono disturbi di origine neurobiologica e possono presentarsi isolatamente o insieme. La loro  principale caratteristica è la “specificità”: i DSA interessano, infatti, in modo significativo, uno “specifico” dominio di abilità e lasciano intatto il funzionamento intellettivo generale. Inoltre, essi non dipendono né da patologie neurologiche né da deficit sensoriali né da un livello intellettivo inadeguato e prescindono da problemi psicologici o emotivi, o da situazioni di svantaggio culturale. Sono espressione di neurodiversità che viene definita come sviluppo neurologico atipico, manifestazione della variazione nello sviluppo umano e in quanto tale va riconosciuta e rispettata.

 2.2.   I disturbi specifici dell’apprendimento comportano difficoltà scolastiche che, di solito, compaiono già nei primi anni di scuola e persistono negli anni successivi pur presentando una diversa espressività nelle differenti fasi evolutive. Gli alunni con DSA, oltre a presentare una lettura lenta, compiono errori come confondere lettere, invertirne l’ordine o saltarne alcune; tali difficoltà possono manifestarsi anche nella lettura e nella scrittura dei numeri e permanere dopo la scuola primaria. Generalmente non riescono a copiare correttamente dalla lavagna o ad appuntare le informazioni orali, faticano a scrivere velocemente sotto dettatura, a rispettare le regole ortografiche ed a ritrovare in tempi rapidi un’informazione contenuta in un testo, a recuperare con immediatezza e precisione dalla memoria un termine, una sequenza numerica (tabelline...), indicazioni procedurali (algoritmi di calcolo...). Alcuni ragazzi con DSA hanno difficoltà a collocare temporalmente gli avvenimenti o ad organizzarsi nello spazio grafico, altri faticano nei compiti che richiedono un uso raffinato del linguaggio (raccontare storie complesse, creare rime, capire metafore). Sovente i tempi di concentrazione si riducono, anche a causa delle maggiori energie utilizzate per leggere, scrivere o elaborare le informazioni; la produzione dei testi scritti è spesso povera e poco articolata; la difficoltà nella decifrazione può diminuire la comprensione. L’apprendimento della lingua straniera, in particolare nella forma scritta, costituisce spesso un ostacolo difficile da superare.

2.3.   È determinante che gli insegnanti rilevino quanto prima i segnali caratteristici dei DSA e attuino strategie didattiche flessibili in risposta anche alle peculiarità degli stili di apprendimento dei ragazzi con DSA: il metodo d’insegnamento non è all’origine dei disturbi, ma le azioni didattiche della scuola possono ridurne le conseguenze funzionali o, al contrario, accentuarle. In ogni ordine di scuola, la progettualità deve coinvolgere i docenti di tutte le discipline, operando con equilibrio in un progetto globale che preveda interventi mirati alle difficoltà, ma che contemporaneamente valorizzi le abilità integre, le attitudini e gli interessi del ragazzo. Questo contribuisce a sostenere la motivazione e l’autostima degli alunni con DSA. A tal fine, in accordo con la famiglia, risulta fondamentale la stesura da parte del Consiglio di classe/gruppo docente di un percorso didattico personalizzato (PEP) correlato con le potenzialità di sviluppo dello studente. Tale documento deve contenere: la descrizione della situazione di partenza, gli interventi didattico-educativi della scuola (percorso formativo, strategie didattiche, metodologie specifiche, strumenti compensativi e misure dispensative), i criteri e le modalità di verifica e valutazione.

2.4.   Indicazioni sulle misure dispensative e gli strumenti compensativi consigliati vengono specificate nella nota del MIUR n. 4099 del 5/10/2004 e in comunicazioni successive prodotte anche da alcuni Uffici Scolastici Regionali e Provinciali. I suggerimenti principali sono: prevedere tempi più lunghi nelle verifiche e nello studio, organizzando interrogazioni programmate; incoraggiare l’uso del computer con correttore ortografico e sintesi vocale; dispensare i ragazzi da prestazioni quali la lettura a voce alta e la scrittura veloce sotto dettatura; assegnare meno compiti a casa; favorire l’utilizzo di cassette con lezioni registrate e CD per lo studio; nella valutazione privilegiare il contenuto rispetto alla forma. Per sostenere la comprensione di tutti gli alunni, non solo quelli con DSA, risulta utile l’impiego di mappe (da utilizzare anche come strumenti facilitanti la memorizzazione, lo studio e l’espressione di quanto appreso ed elaborato). Buone prassi da seguire riguardano la gestione dell’insegnamento mediante aiuti didattico-organizzativi, quali: utilizzo di organizzatori anticipati (sintesi iniziali, parole chiave, schemi, immagini, altri mediatori didattici) nella conduzione della lezione e nel materiale proposto per lo studio, controllo della quantità di informazioni in relazione al tempo di elaborazione. Maggiore efficacia hanno le strategie didattiche in cui gli studenti rivestono un ruolo attivo, di scopritori e costruttori di conoscenze, che vengono condivise ed arricchite.

3. Una didattica più attenta alle abilità linguistiche e più consapevole giova a tutti i ragazzi, non solo ai DSA

3.1.  I dati dell’insuccesso scolastico in Italia sono preoccupanti. Più del 30% dei ragazzi che si iscrivono al primo anno dell’istruzione secondaria di secondo grado non raggiunge il quinto anno (più del 25 % a non contare gli istituti professionali, dove un certo numero non prosegue dopo il diploma del terzo anno).

È noto che le carenze linguistiche sono il fattore fondamentale dell’insuccesso scolastico. Le scuole fanno molto, ma non possono da sole correggere i fenomeni di analfabetismo primario e dealfabetizzazione della società circostante (i risultati delle indagini sul livello di alfabetizzazione funzionale degli adulti italiani sono preoccupanti); sicché, come sappiamo dai dati dell’indagine OCSE-PISA 2006, in Italia un quindicenne su quattro è di fatto analfabeta funzionale e quasi la metà non ha competenze di lettura giudicate sufficienti per partecipare pienamente alla vita della società e inserirsi nel mondo del lavoro.

3.2.  Solo una parte minore di questi insuccessi può essere attribuita a disturbi specifici di apprendimento non adeguatamente recuperati o compensati o ad altri fattori clinici. Per questi casi occorrono sicuramente interventi specifici, anche extrascolastici. D’altra parte tutti gli allievi hanno bisogno di una didattica attenta alle abilità linguistiche più di quanto non accada generalmente oggi; un impegno in questo campo, legato alla creazione di un clima di lavoro sereno, attivo e intelligente, sarà utile anche al riconoscimento e in parte al recupero dei disturbi specifici. In questo senso non si raccomanderà mai abbastanza di partire dall’orale, nei due versanti della comprensione e della produzione, l’abilità maggiormente trascurata dalla scuola, su cui si fondano le altre, e che per gli alunni con DSA rappresenta un punto di forza.

3.3.  Alcune indicazioni di massima in proposito possono essere:

3.3.1. Tutti gli insegnanti, di qualunque disciplina, dovrebbero curare gli aspetti di comprensione, in primo luogo linguistica, dei contenuti disciplinari proposti: verificare ed esercitare la comprensione delle spiegazioni, dei libri di testo, delle consegne di esercizio. Tutti dovrebbero anche curare, in collaborazione con gli insegnanti di lingua, la scrittura di testi disciplinari, compresi quelli brevi e schematici. Questo può ridurre il tempo disponibile per i contenuti disciplinari e quindi la loro quantità; ma non ha senso introdurre contenuti quando una parte rilevante degli allievi non li capisce.

3.3.2. Tutti gli insegnanti di lingua dovrebbero essere in primo luogo insegnanti di abilità linguistiche. I compiti di educazione generale, morale e civile tradizionalmente assegnati a questi insegnanti più che ad altri, pur fondamentali, non devono oscurare la preminenza dello sviluppo di abilità linguistiche; la lettura di testi letterari è importante a tutte le età, ma non può essere l’impegno esclusivo o prioritario degli insegnamenti linguistici.

3.3.3. Tutte le abilità linguistiche dovrebbero essere ugualmente curate: orali e scritte, ricettive e produttive; tutte dovrebbero essere messe in atto nelle situazioni comunicative reali che si creano in classe, ma anche essere oggetto di esercitazioni specifiche e sistematiche, eventualmente differenziate, per gli alunni con disturbi specifici di apprendimento.

3.4.   Solo dopo aver attuato questi impegni ci si potrà chiedere se raggiungere nella scuola livelli di prestazione soddisfacenti è diventato troppo difficile o impossibile per alcuni o molti degli studenti, se la rivoluzione digitale privilegia e struttura forme di pensiero totalmente estranee a quelle tipiche della cultura basata sulla parola  scritta, ecc.; prima, si può solo dire che l’insegnamento è carente.

3.5.   Perché le indicazioni didattiche accennate si realizzino più di quanto accade oggi è necessaria una vasta opera di formazione iniziale e in servizio degli insegnanti. Questa tanto l’educazione linguistica quanto le caratteristiche dei disturbi specifici di apprendimento ed i modi in cui è possibile favorirne il superamento, o contenerne le conseguenze negative, nella normale attività didattica. Possedere ed incrementare tali competenze professionali, teoriche e didattiche, per quanto in forme e misure variabili, è necessario agli insegnanti di tutte le discipline. formazione dovrebbe riguardare

Ci auguriamo che queste riflessioni e puntualizzazioni aiutino ad attrezzare la nostra scuola a riconoscere ed affrontare in modo nuovo il rapporto tra l’educazione linguistica e i DSA, ma poiché siamo convinti che ogni insegnante è anche un ricercatore, intendiamo proporre qualcosa di più: l’avvio di momenti di osservazione e progetti di ricerca nella scuola che, con l’ausilio di competenze diverse, cerchino di comprendere più a fondo i processi di apprendimento degli alunni con DSA, allo scopo di individuare e condividere strategie più adeguate per promuovere, insieme, lo sviluppo delle competenze linguistiche degli alunni con e senza DSA. 

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martedì 21 febbraio 2012

Quali modelli di LIM sono installati nella tua scuola?

Che LIM sono installate nella tua scuola? Sono tutte della stessa marca? Un sondaggio per farsi un'idea sui modelli e le marche più diffuse.

Delle LIM che ho proposto nel sondaggio non ho mai avuto a che fare con le Hitachi; le altre, più o meno, le conosco tutte.
Se nella tua scuola sono installati modelli di LIM non presenti nel sondaggio scrivilo in un commento a questo post.

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giovedì 16 febbraio 2012

Esperimenti ed esperienze di elettronica, una raccolta a cura di Claudio Cancelli

Claudio Cancelli ha fatto per l'elettronica quello che Le Point du FLE e Agenda WEB hanno fatto rispettivamente per il francese e l'inglese.  
Ha trovato, catalogato e linkato decine esperimenti, di esperienze, di simulazioni e di esercizi di elettronica sotto forma  di learning object o CDD (Contenuti Didattici Digitali). 
Si va dall'introduzione delle grandezze elettriche fino ad arrivare alle reti logiche, passando per le definizioni fisiche delle grandezze in gioco, l'introduzione di circuiti elettrici lineari e la descrizione di diodi, transistor e delle loro applicazioni.
Gli oggetti proposti (applet Java e flash, documenti in pdf...) coprono i programmi di elettrotecnica, elettronica e elettronica digitale.

Questo è il collegamento alla pagina in questione: 

Mentre questo è il link alla homepage del sito di Claudio Cancelli:
http://www.claudiocancelli.it/

Gli argomenti trattati sono:
  • Introduzione alle grandezze elettriche
  • Gli elettroni e le cariche elettriche
  • Resistenze e codice a colori
  • Il circuito elettrico
  • La legge di Ohm
  • Potenza ed energia
  • Collegamenti di resistenze
  • Le reti elettriche
  • I principi di Kirkhhoff
  • Partitore di corrente
  • Partitore di tensione
  • Il principio di Thevenin
  • Il principio di sovrapposizione degli effetti
  • Il principio di Norton
  • Condensatori
  • Induttori
  • Segnali sinusoidali
  • Legge di Ohm generalizzata e reti elettriche
  • Circuiti in regime sinusoidale
  • Circuiti risonanti
  • Elettromagnetismo
  • Amplificatori operazionali
  • I filtri
  • Semiconduttori e giunzione PN
  • I diodi
  • BJT - i transistor a giunzione bipolare e amplificatori
  • FET - I transistor a effetto di campo
  • Multimetro digitale
  • Multimetro analogico
  • Oscilloscopio
  • Alimentatori
  • Sistemi di numerazione
  • Porte logiche e circuiti combinatori
  • Decoder - MUX - Comparatori - Sommatori
  • Circuiti sequenziali
  • Conversione A/D e D/A
Per ogni oggetto è presente il link all'oggetto, il link alla pagina web dell'autore e una breve descrizione dell'oggetto.

Tanto per sbizzarrirci un po' cliccate su Linee di forza del campo elettrico nella sezione Gli elettroni e le cariche elettriche e vi si aprirà questa pagina: 
spostate le cariche come volete e visualizzate i vettori e le linee del campo elettrico.

Direi che si tratta di una raccolta utile per chi vuole insegnare e chi vuole imparare l'elettronica. Che ne pensate?

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lunedì 13 febbraio 2012

Dropbox: come avere sempre a disposizione i propri file senza dover usare pennette, e non solo...

Vi capita di far lezione in più classi, ognuna con il proprio computer? Vi capita di portarvi dietro pennette con decine di file e di dimenticarle chissà dove lasciandole attaccate a qualche PC? Vi capita di modificare lo stesso file su più computer, creando versioni differenti e chiedendovi... quale sarà l'ultima versione? Se vi riconoscete in queste problematiche vuol dire che avete bisogno di un servizio di cloud computing di file hosting, ovvero della possibilità di poter avere una sorta di disco on line sul quale conservare, modificare e salvare i propri file. Dropbox è un servizio di questo tipo, e questo è il collegamento al sito:

Dropbox mette a disposizione gratuitamente 2GB di spazio. Per usarlo è necessario scaricare un programma sul proprio computer che provvederà a creare un nostro account on line, sul quale verranno salvati i nostri documenti. Dopo la registrazione il servizio può essere usato in due modi:
  1. mediante il browser, collegandosi al sito e gestendo i file dal web
  2. utilizzando il programma installato che permette di sincronizzare una cartella del proprio computer con la cartella on line
Con il primo metodo ogni volta che si vuole utilizzare un proprio file immagazzinato su Dropbox è necessario scaricarlo sul computer in uso, e se lo si modifica è necessario ricaricarlo nuovamente.

Il secondo metodo è senz'altro più interessante. L'installazione del programma, infatti, crea una cartella sul nostro computer chiamata Dropbox. Ogni volta che copiamo (o modifichiamo) un file o una cartella nella cartella Dropbox del nostro computer questa viene automaticamente caricata (si dice sincronizzata) nella cartella on line. Vale anche il contrario: aggiungiamo un file tramite il browser sul nostro spazio virtuale on line e questo viene automaticamente copiato sul nostro computer.
Immaginiamo ora di aver installato il software di Dropbox su tutti i computer che utilizziamo. Di conseguenza avremo su tutti questi computer la cartella Dropbox. Se da uno di questi computer aggiungiamo o modifichiamo un file o una cartella nella cartella Dropbox, automaticamente la modifica viene sincronizzata nelle cartelle Dropbox di tutti gli altri computer.

Spero possa tornarvi utile. Che ne pensate?

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venerdì 10 febbraio 2012

TuxGuitar: un software per scrivere a ascoltare musica

TuxGuitar è un software che peremette di scrivere e ascoltare spartiti. Passiamo scegliere il numero di tracce e gli strumenti così da comporre un pezzo per una piccola orchestra. E' semplice, intuitivo e dà il meglio di sè se utilizzato con una LIM, Lavagna Interattiva Multimediale. E' multipiattaforma e gira sia sotto Windows, sia sotto Mac OS X e sia sotto GNU/Linux. E' rilasciato sotto licenza LGPL ed è gratuito e open source.

Questo è il collegamento al sito del progetto dal quale è possibile scaricare il software:

Qui sotto trovate una mia video recensione.

Come ho premesso nel video le mie competenze musicali sono prossime a zero, cionondimeno mi sembra che il software sia un buon prodotto. Il punto di forza, a mio parere, è la possibilità di ascoltare la musica scritta sul pentagramma; di vedere immediatamente la relazione tra i simboli grafici (le note) e la musica. 

Voi che ne pensate?

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